Beni pubblici, Rassegna

BENI PUBBLICI: T.A.R. 1. Beni pubblici – Concessioni demaniali marittime -Diniego di proroga oltre la data del 31.12.2023 o diniego di ulteriori autorizzazioni -Legittimità – Procedura ad evidenza pubblica – Necessità 2. Beni pubblici – Concessioni demaniali marittime – Strumenti di pianificazione che incidono sulle aree demaniali – Armonizzazione – Necessità. 3. Beni pubblici – Concessioni demaniali marittime assegnate mediante procedura di evidenza pubblica – Scadenza del relativo termine – Proroga -Illegittimità -Disapplicazione della disposta proroga – Necessità 4. Beni pubblici – Concessioni demaniali marittime -Divieto di rilascio di nuove autorizzazioni ex art. 24 del codice della navigazione -Legittimità: ove i concessionari non ammortizzerebbero i costi entro la scadenza del titolo -Ragioni.

1. È legittima la delibera di giunta comunale che stabilisca la improcedibilità delle istanze di proroga
delle concessioni demaniali marittime oltre la data del 31 dicembre 2023 ed il diniego di ulteriori
autorizzazioni. Difatti, la determinazione di non rilasciare nuove autorizzazioni è strettamente
funzionale alla necessità, imposta dalla normativa eurocomunitaria, di procedere, nell’immediato e
senza condizionamenti, alla assegnazione delle concessioni mediante procedura ad evidenza
pubblica.
2. Tutti gli strumenti di pianificazione che incidono sulle aree demaniali devono armonizzarsi tra di
loro affinché risultino concordi ed univoci. Pertanto il piano urbanistico comunale (PUC) deve
necessariamente essere coerente con il piano di utilizzazione delle aree del demanio marittimo
(PUAD) e, analogamente, il piano delle coste (PAD), attuativo del secondo, deve essere redatto in
concordanza con gli altri piani regionali e comunali, ivi compreso quello urbanistico vigente al
momento della sua adozione. (Nella fattispecie esaminata veniva in rilievo una delibera giuntale con
cui l’amministrazione aveva stabilito che, per procedere alla predisposizione dei bandi di gara relativi
alle concessioni demaniali con finalità turistico-ricreative, occorre predisporre preventivamente un
PAD che, in conformità del PUC, definisca le strategie, le norme e gli indirizzi per la tutela, la
valorizzazione e la fruizione compatibile con gli elevati valori ambientali, paesaggistico e storico –
culturali.)
3. Tutte le proroghe delle concessioni demaniali marittime per finalità turistico-ricreative, ivi
comprese quelle in favore di concessionari che abbiano ottenuto il titolo in ragione di una precedente
procedura selettiva laddove il rapporto abbia esaurito la propria efficacia per la scadenza del relativo
termine di durata, sono illegittime e devono essere disapplicate dalle amministrazioni ad ogni livello,
anche comunale, imponendosi, anche in tal caso, l’indizione di una trasparente, imparziale e non
discriminatoria procedura selettiva. Ne consegue che è imposto al giudice nazionale e alle
amministrazioni di disapplicare le disposizioni in materia nella loro interezza, costituita da tutte le
modifiche che hanno spostato in avanti i termini previsti dalla originaria versione dell’art. 3 della
legge 5 agosto 2022, n. 118.
4. È legittima la determinazione comunale con cui si stabilisce di non rilasciare nuove autorizzazioni
ex art. 24 del codice della navigazione per le quali i concessionari non ammortizzerebbero i costi
entro la scadenza del titolo concessorio che andrebbero a gravare sui nuovi concessionari, così
creando una distorsione delle procedure ad evidenza pubblica da indire, in virtù dei previsti indennizzi
in favore dei concessionari uscenti per gli investimenti non ammortizzati. Difatti, tale decisione è
strettamente funzionale alla necessità, imposta dalla normativa eurocomunitaria, di procedere,
nell’immediato e senza condizionamenti, alla assegnazione delle concessioni mediante procedura ad
evidenza pubblica e, altresì, opportuna nel periodo di proroga, in assenza di precisi criteri sugli
indennizzi da prevedere per i concessionari uscenti.

Campania, Napoli, Sezione VIII, Sentenza, 14 gennaio 2025, n. 365, in Giurisprudenza Italiana n. 6 del 2025, pag. 1366. “Concessioni demaniali marittime e diritto europeo della concorrenza

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