1. Posto che la tutela della salute, nell’ambito dei luoghi di permanenza, anche di lungo periodo,
degli stranieri, come i centri di permanenza per i rimpatri (Cpr), rappresenta un interesse diffuso,
sono legittimate a impugnare il decreto ministeriale con cui è stato approvato lo schema di
capitolato d’appalto per la gestione e il funzionamento di tali centri (quantunque si tratti di un
atto suscettibile di incidere, in specifici casi, sulle situazioni soggettive di singole persone
trattenute) le associazioni che hanno i requisiti previsti per far valere in giudizio gli interessi
adespoti.
2. Il decreto ministeriale con cui è stato approvato lo schema di capitolato d’appalto per la
gestione e il funzionamento dei centri di permanenza per i rimpatri (Cpr) è illegittimo sia nella
parte in cui non è conforme alla direttiva ministeriale recante criteri per l’organizzazione dei
Cpr, sia per difetto di istruttoria, non risultando un coinvolgimento del ministero della salute nel
prescritto tavolo di coordinamento nazionale, né essendo stato interpellato il garante delle
persone private della libertà personale.
Consiglio di Stato – Sezione Terza – Sentenza 7 ottobre 2025, n. 7839, in Foro Italiano n. 12 del 2025, Parte Terza, pag. 519, con nota di richiami