Il presupposto per l’applicazione del canone è l’occupazione del sottosuolo stradale da parte delle
condutture utilizzate da società che svolgono un servizio pubblico in regime di concessione o
autorizzazione. La distinzione normativa tra trasporto e distribuzione del gas, prevista dal Dlgs n.
164/2000, non esclude e non influisce sull’obbligo di pagamento del canone, poiché la ratio della
norma si basa sull’uso e attraversamento del sottosuolo comunale per l’attività economica. La
decisione della Corte si basa su questa ratio legis, che impone il pagamento del canone per
l’occupazione del sottosuolo stradale da parte di condutture utilizzato per servizi pubblici in regime
di concessione o autorizzazione. Il canone concessorio non ricognitorio (CCNR) è un corrispettivo
economico previsto dall’art. 27 del Codice della Strada (Dlgs n. 285/1992). Si tratta di una somma
che le imprese, in regime di concessione o autorizzazione, devono versare all’ente proprietario della
strada per l’uso o l’occupazione del suolo o del sottosuolo stradale. Questo canone è applicabile, ad
esempio, per l’attraversamento di strade o autostrade con condutture, cavi o infrastrutture sotterranee
utilizzate per servizi pubblici come distribuzione di gas, energia elettrica, acqua o telecomunicazioni.
La misura del canone è determinata in base a criteri quali il valore economico dell’autorizzazione o
concessione, il vantaggio economico derivante all’utente e le soggezioni che derivano alla strada. In
questo si distingue da altri tributi, poiché non è legato alla semplice occupazione del suolo pubblico,
ma appunto al valore economico dell’attività svolta.
Cass. Civ., Sezione I, Ordinanza 4 ottobre 2025, n. 26743, in Guida al Diritto n. 41 del 2025, p. 72.