1. Fermo restando l’inconfigurabilità al momento nel nostro ordinamento di un diritto ad ottenere
gratuitamente dal S.S.N. una prestazione di assistenza al suicidio medicalmente assistito, può, invece,
configurabile un dovere ( e non un obbligo) di collaborazione da parte delle aziende S.L. nel fornire
ausilio a coloro i quali intendono procedere a suicidio medicalmente assistito mettendo a disposizione
i farmaci non reperibili in commercio e le strumentazioni di uso prettamente ospedaliero.
Pertanto, a fronte di un diritto assoluto e personalissimo qual è quello all’autodeterminazione
terapeutica sussiste un dovere delle aziende S.L. di collaborare con la persona consentendole
l’esercizio effettivo, dignitoso e libero del proprio diritto.
In altre parole, è compito dello Stato porre la persona in condizioni di scegliere – consapevolmente il modo per lei più dignitoso di congedarsi dalla vita, essendo informata su tutte le alternative possibili
le quali possono giocare un ruolo decisivo nel processo di formazione della sua volontà.
2. La persona quindi ha diritto di scegliere – previa verifica della sua capacità di autodeterminarsi –
quale trattamento farmacologico – tra quelli ritenuti idonei – utilizzare per “congedarsi dalla vita” nel
modo per lui ritenuto più dignitoso, e ciò rappresenta una estrinsecazione del suo fondamentale diritto
all’autodeterminazione terapeutica consacrato e tutelato dagli artt. 2,13 e 32 della Costituzione.
3. Non vi è infatti alcuna norma giuridica che imponga ai medici prima ancora che al servizio sanitario
un obbligo giuridico di fornire al paziente che lo richieda l’assistenza al suicidio, ma semplicemente
il medico che decide volontariamente di prestare la propria assistenza a colui il quale voglia seguire
la procedura non può essere ritenuto penalmente punibile, poiché sta cooperando con un soggetto
nell’esplicazione di un suo diritto fondamentale.
Tribunale Civile Firenze, Sezione Quarta, Ordinanza 12 febbraio 2025, n. 14540, in La nuova giurisprudenza civile commentata, n. 3 del 2025, pag. 546, con commento di Cristina De Luca: “L’ambigua posizione della ASL davanti alle scelte di accedere al suicidio medicalmente assistito”, pag. 551